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I
funghi si possono trovare durante tutto l’anno ma la stagione
vera e propria e quella autunnale che ci regala il più
conosciuto, il più amato, il più prelibato: il Porcino o
Boletus.
Arriva
settembre con le condizioni ideali di umidità e temperatura per
la crescita di questi fantastici regali della natura.
Gli
amanti del fungo si alzano presto alla mattina e si precipitano
nei boschi delle nostre colline, o del Mottarone, con la speranza
di arrivare per primi. Si possono comperare al supermercato, ma la
ricerca è tutt’altra cosa. Al ritorno raccontano estasiati le
varie fasi del ritrovamento e della raccolta, stimano il peso
esagerando sempre un po’, il tutto in una sorta di emozione che
li rende dei super eroi.
Grazie
alla loro bontà e versatilità, il porcino è entrato a far parte
di molti piatti della nostra cucina tradizionale. Li troviamo come
ingrediente principale o complemento di piatti elaborati in
funzione dello stato di crescita. In ogni caso, siano essi
preparati da soli o in compagnia di riso, pasta, carne, fritti o
alla piastra, trifolati o crudi, sono una prelibatezza, una
ghiottoneria, una squisitezza da non perdere.
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Ma
con che vino andremo ad abbinarli?
I
porcini sono molto versatili. Non esistono delle
regole precise. In generale vanno bene sia i
vini bianchi che i vini rossi, ma dipenderà
da come li prepariamo, l’importante che il vino non
copra i profumi ed i sapori delicati del fungo.
Iniziamo
da quelli sani, compatti, che si possono mangiare crudi,
conditi con un filo di olio extravergine e qualche scaglia
di parmigiano. L’ideale è un vino bianco non troppo
strutturato e non eccessivamente profumato, poiché non deve
coprire i profumi delicati del fungo crudo. Colline Novaresi
Bianco DOC.
Con
i porcini trifolati o alla brace, o nelle ricette che
prevedono comunque porcini cotti (risotto o pasta),
l'ideale sono i vini rossi. Colline Novaresi Uva Rara Doc,
Colline Novaresi Barbera DOC, Colline Novaresi Vespolina
DOC, Colline Novaresi Rosso DOC, Colline Novaresi Nebbiolo
DOC, Ghemme DOCG,
Porcino è il nome comune che si dà al Boletus Edulis, ma
in realtà con lo stesso nome si indicano quattro diverse
specie:
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Boletus
Edulis: cappello carnoso con
la superficie liscia. Colore molto variabile, sempre
più scuro al centro. Parte inferiore del cappello di
colore chiaro, bianco che diventa giallastro-verdognola
man mano che il fungo cresce. Carne bianca, compatta e
soda, che non cambia colore al tocco. Cresce nei
boschi di faggio e castagno, peccio, quercia, nocciolo,
pino e betulla.
-
Boletus
Reticolatus: cappello
abbastanza carnoso che tende a screpolarsi. Poco
profumato e dal sapore un pò acido. Cresce nei boschi
di quercia, faggio, abete, pino. molto comune
nell'ltalia Meridionale.
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Boletus
Pinicola: può raggiungere dimensioni notevoli.
Cappello color rossiccio nerastro. Parte inferiore del
cappello di colore chiaro, bianco che diventa
giallastro-verdognola man mano che il fungo cresce.
Carne bianca che non cambia colore al tocco. Cresce da
giugno a novembre nei boschi di abete rosso, pino,
castagno, faggio, quercia e betulla. I cappelli di
grandi dimensioni sono adatti per essere cotti sulla
brace.
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Boletus
Aereus: detto anche "Bronzino" per il
colore del cappello simile a quello del bronzo. Carne
bianca, soda e compatta, immutabile al tocco. Cresce
soprattutto nei boschi di faggio del centro e sud
d'Italia.
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